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Le recensioni influenzano i giocatori

A dispetto dell’apparente ovvietà del quesito, l’Electronic Entertainment Design and Research (EEDAR) ha deciso di condurre una ricerca per capire se le recensioni influenzano le scelte di acquisto dei giocatori, come potete leggere in inglese su CVG.

200 persone, divise in tre gruppi, hanno giocato a Plants vs. Zombies: al primo gruppo sono state fornite, prima, recensioni positive del gioco, al secondo gruppo solo recensioni negative, mentre il terzo gruppo (di controllo) ha iniziato direttamente a giocare.

Alla fine dell’esperimento è stato chiesto a ciascun partecipante se volesse tenere la copia del gioco o se restituirla in cambio di dieci dollari.

Dai risultati è emerso che il primo gruppo ha dato al gioco, in media, un voto di sei punti più alto rispetto al gruppo di controllo e di 14 punti più alto rispetto al gruppo che aveva letto recensioni negative.

Fonte :

http://next.videogame.it/pc-e-sistemi-windows/88762/

All Points Bulletin – Strade di Sangue


A dire il vero la definizione di MMOG riferita ad APB non definisce al meglio lo spirito del gioco, tanto che gli stessi sviluppatori hanno preferito coniare la sigla POS, ovvero Persistent Online Shooter. In effetti l’assenza di un classico sistema di crescita del personaggio a livelli e altre differenze con i più comuni MMOG di oggi, come ambientazioni e numero di giocatori per istanza poco “massivi”, non fa di APB un titolo facile da collocare in un genere classico.
L’elemento che però accomuna tutte le sfaccettature del gioco è il mix di azione, guida, free-roaming e shooter in terza persona, ovvero i quattro cardini su cui si basa il gameplay di questa versione odierna del classico Guardie e Ladri. Entrare in APB significa infatti decidere se agire per le strade della metropoli San Paro da tutori dell’ordine o da criminali e, come è facile capire, questa prima scelta iniziale condiziona tutto il resto del gioco. Una volta entrati nel server e scelto il Distretto della città in cui operare, ci si trova infatti di fronte a una specie di duplice Grand Theft Auto: da un lato possiamo rubare, uccidere, borseggiare i passanti, rapinare negozi e bruciare edifici, mentre dall’altro dobbiamo impedire tutto ciò vestendo i panni delle forze dell’ordine.

cattive compagnie
In entrambi i casi l’andamento del gioco si svolge tramite le classiche quest-missioni che siamo liberi di accettare o meno, fermo restando che bighellonare per i quartieri di San Paro con l’unico scopo di creare caos e confusione non assicura un grande interesse. Lo stesso discorso vale per il modo in cui ci si pone di fronte all’aspetto multiplayer del gioco. Nulla impedisce di risolvere le quest (o provare a farlo) in completa solitudine senza aggregarci a un gruppo, ma dopo poche ore la ripetitività delle missioni e l’oggettiva difficoltà nel competere contro gruppi numerosi si fanno sentire con effetti poco piacevoli.
Per questo è quasi d’obbligo unirsi a un team in modo manuale o lasciando fare al sistema automatico del gioco: in questo modo si può innanzitutto sfruttare la chat vocale per parlare con i compagni di squadra, ma si è in grado soprattutto di spremere al meglio le componenti cooperative e competitive del gioco. Il bello di APB, oltre agli aspetti “social” su cui ci soffermeremo più avanti, sta infatti nell’eseguire in gruppo le missioni, che pur rimanendo uno dei punti deboli del gioco per varietà e tipologia, assumono quanto meno un aspetto più interessante e divertente se affrontate in compagnia.

città in fiamme
Lo stesso vale per il versante competitivo. APB non prevede infatti una componente PvE ma solo PvP, ovvero si combatte solo con altri giocatori e solo se questi stanno partecipando alla nostra stessa missione (naturalmente nella fazione opposta). Sono proprio gli scontri con i nemici, meglio ancora se alla guida di qualche bolide, i frangenti più divertenti e spettacolari del gioco, che per il resto ha davvero poco da offrire.
Abbiamo già detto della debolezza delle missioni (solo le cacce all’uomo si salvano dalla piattezza generale), ma anche altri fattori come il discutibile sistema di guida, i soli due distretti cittadini dedicati all’azione e la completa stupidità dei passanti dimostrano come APB debba essere sfruttato unicamente come un classico shooter multiplayer e non, invece, come un action-free-roaming a tutto tondo. Mancano ad esempio mini-giochi sul modello di Grand Theft Auto o di Yakuza 3 e di fatto non c’è motivo di proteggere o attaccare i cittadini inermi che passeggiano tranquillamente di fronte a stragi ed esplosioni.

scontri impari
La stessa componente sparatutto non è stata affrontata con l’attenzione necessaria. Il sistema di matchmaking promesso dagli sviluppatori dovrebbe in teoria mettere a confronto fazioni opposte formate da giocatori quasi allo stesso livello. In realtà capita troppo spesso che il nostro gruppo debba combattere contro un team di giocatori molto più esperti e soprattutto con un arsenale superiore al nostro, con il risultato che certi scontri sono letteralmente impossibili da vincere e mal gestiti.
Evidentemente c’è qualcosa da sistemare nel matchmaking e anche l’assenza di danni localizzati e di una linea di fuoco poco precisa sulla media-lunga distanza rischiano di minare anche la componente shooter, ovvero il meglio che APB ha da offrire in termini di azione e meccaniche di gioco. Inoltre l’ambientazione cittadina risulta un po’ troppo standardizzata e ciò, per chi è abituato all’estrema varietà e vastità di Just Cause 2 o di Grand Theft Auto: San Andreas, non rappresenta certo un pregio.

APB preferisce i 64 bit
Ma è davvero quasi tutto da buttare in APB? La risposta per fortuna è negativa e non solo grazie a un codice e a un client solidi e a una lag quasi mai fastidiosa a qualsiasi ora del giorno, elementi che rispetto alla beta dei mesi scorsi sono stati ulteriormente perfezionati. Il comparto grafico ad esempio può dirsi di discreto livello a patto di giocare con un sistema operativo a 64 bit; in caso contrario ci si deve accontentare di una resa grafica piuttosto mediocre in quanto il motore del gioco si rifiuta di impostare i dettagli al massimo livello pur indicandoli nella pagina delle opzioni video.
In effetti giocando in un ambiente Vista 32 bit e in uno 7 64 bit le differenze, a parità di settaggi, sono tutte a favore del secondo e questo è un punto da non trascurare per chi possiede un sistema operativo a 32 bit. A parte ciò ,l’ambiente di gioco non è il massimo della varietà e della fantasia, ma il dettaglio grafico dei personaggi e dei veicoli è comunque dignitoso, anche se non ci si possono aspettare particolari raffinatezze né nella gestione della fisica, né tantomeno a livello di animazioni ed effetti dinamici. Da segnalare infine, anche con il nostro PC munito di 4 GB di RAM, un’eccessiva lunghezza dei caricamenti, presenti quando si cambia distretto e quando si inizia a giocare; anche in questo caso il miglioramento rispetto alla beta è significativo, ma ancora non ci siamo del tutto.

l’alter ego perfetto
Dove APB brilla di luce propria non è però nel comparto tecnico. L’aspetto “social” del gioco, intenso come possibilità di creare e personalizzare qualsiasi aspetto del proprio personaggio e dei propri veicoli, è dove gli sviluppatori hanno investito più tempo e impegno e ciò si vede chiaramente fin dal più piccolo dettaglio. Tutti processi di “customizzazione” avvengono nel Social District, un quartiere di San Paro privo di azione, missioni e combattimenti e dedicato esclusivamente ad attività di acquisto, vendita e personalizzazione. Qui possiamo cambiare in ogni momento l’aspetto del nostro personaggio (anche per quanto riguarda l’abbigliamento), creare e acquistare tatuaggi, partecipare ad aste di oggetti e armi, disegnare simboli con un editor in stile Photoshop e addirittura creare dei jingle musicali per farci riconoscere durante i combattimenti e i frangenti action.

il futuro porterà consiglio?
Se non siamo di fronte al miglior sistema di personalizzazione di un personaggio videoludico, poco ci manca e il tutto può essere esteso anche ai gruppi di amici, con la creazione di loghi e divise dal design unico che aiutano non poco a rafforzare l’unione di una squadra di gioco (un po’ in stile I guerrieri della notte). Un vero paradiso per gli amanti del genere, anche se sinceramente avremmo preferito altrettanta cura e attenzione nel gameplay vero e proprio. Così com’è infatti, APB è un titolo potenzialmente valido ma con ancora troppi elementi strutturali poco curati e da rivedere. Per fortuna la natura persistente del gioco lascia aperti spiragli positivi per costanti miglioramenti nei prossimi mesi, sempre che il pubblico reagisca con entusiasmo al lungo lavoro di Realtime Worlds…e ciò, dopo una beta già piuttosto discutibile, non è affatto scontato.

Fonte:

http://next.videogame.it/all-points-bulletin/88708/

IPhone – Il ritorno della mela

Grandi novità per l’iPhone, presentato da Apple come l’ultimo avamposto della tecnologia applicata ai dispositivi mobili. Eh sì, alla quarta generazione lo smartphone Apple guadagna ad esempio la possibilità di fare videochiamate: peccato che l’iPhone fosse fino a oggi (forse) l’unico telefonino dal prezzo superiore ai 20 euro che ancora non avesse questa funzionalità.

Vabbè, ora però ci sono anche il multitasking, per fare girare più applicazioni contemporaneamente, e il display ad alta definizione da 960×640 pixel. Ma soprattutto è cambiato il design: non di molto, per carità, giusto quel tanto che basta perché chi ha un modello precedente non abbia la tentazione di “spacciarlo” per il nuovo quando lo sbandiera con finta nonchalance davanti agli amici del bar.


L’iPhone 4 a confronto con l’iPhone 3GS

Perché, alla fine, è questo l’uso primario che fanno dell’iPhone molti di quanti sono accorsi (beati loro) a sborsare a cuor leggero svariati biglietti da 100 euro per accaparrarsi ogni nuova versione del “melafonino”. Per chi si accontenta, invece… beh, fra poco il prezzo del “vecchio” iPhone 3GS scenderà a 99 euro. Oppure, basta che si guardi intorno e scelga uno degli innumerevoli smartphone che fanno le stesse cose dell’iPhone senza per questo guadagnare le prime pagine dei giornali.

Fonte :Affaritaliani.it

http://www.affaritaliani.it/mediatech/iphone080610.html

Lead and Gold: Gangs of the Wild West

Lead and Gold : Gangs of the Wild West catapulta il giocatore in un’ ambientazione vecchio west, permettendo di rivivere le emozioni di uno scontro a fuoco nel classico stile western. Immergersi nel gioco permette di trovare un mix perfetto di prove di abilità con la pistola e di tute quelle armi che hanno caratterizzato quel periodo storico. La semplicitá è la grande virtù di questo gioco, è infatti estremamente facile e divertente mettersi nei panni del nostro personaggio di gioco.
Ci sono quattro personaggi che rispecchiano le caratteristiche del selvaggio west ovvero l’ultimo cavaliere che brandisce una colt sei colpi che è assolutamente letale a distanza ravvicinata, il cacciatore che non permette a nessuno di avvicinarsi troppo grazie al suo fucile Winchester e le sue trappole per la caccia al bufalo, il Deputato con la sua carabina a ripetizione mentre il Blaster e la sue dinamite ci permetterano di provare l’ebbrezza di personificare uno specialista di esplosivi. Ogni classe ha un ruolo particolare da svolgere ed il lavoro di squadra è essenziale . Lead and Gold dispone di cinque modalità e tre varianti di “capture-the-flag” alla ricerca di sacchi d’oro e barili di polvere esplosiva. Nella modalità cooperativa, due giocatori devono avventurarsi per raccogliere i sacchi di oro difendendosi da sempre più grandi ondate di nemici. . Le mappe sono perfettamente dimensionati per le partite 5 contro 5 , tra una cittadina mineraria o attraverso i campi di mais di una fattoria e sono incredibilmente intricate, con ambienti interni e passerelle sui tetti. E´raro trovare un gioco multiplayer con ambientazioni così complesse, e grazie allo spawn-bandiere, l’azione non è mai lontana.
Lead and Gold : Gangs of the Wild West è uno sparatutto incredibilmente lucido e divertente che merita l’attenzione degli amatori del genere.
Disponibile per PC ed Xbox 360

Call of Duty: Black Ops , il Vietnam in casa vostra


Call of Duty: Black Ops uscirà il 9 novembre su PC, Xbox 360 e PS3. Activision ha svelato la data di uscita del gioco, che è in sviluppo presso lo studio Treyarch .

L’annuncio conferma le indiscrezioni dei mesi scorsi: il nuovo CoD ci porterà nel fango e nella giungla vietnamita, in una delle guerre più famose e cruente della storia, ma spazierà fin nel mezzo della Guerra Fredda. Il gioco ha già un sito ufficiale ma al momento è pressoché vuoto. Activision ha anche aperto delle fan page su Twitter e Facebook.
Se tanto ci dà tanto, e speriamo di aver ragione, le indiscrezioni pubblicate in passato (Call of Duty: Black Ops come un viaggio nel tempo) potrebbero essere vere. In questo caso, anche se non vogliamo accendere facili entusiasmi, ci sarà la possibilità di giocare su server dedicati nella versione PC. Tuttavia, aspettiamo conferme (e speriamo non smentite!).

Alan Wake, l’incubo arriva

Alan Wake è un videogioco in fase di sviluppo da parte della Remedy Entertainment. La data di uscita ufficiale è stata fissata al 14 maggio 2010 per Xbox 360. Inizialmente previsto anche per Windows, i lavori su PC sono sospesi, date le dichiarazioni dirette da parte dei produttori sul forum ufficiale del gioco. Il protagonista è modellato sull’attore finlandese Ilkka Villi. Alan Wake è un famoso romanziere, la cui musa è la fidanzata Alice che lo ispirava nei suoi sogni, che successivamente trasferiva su carta creando romanzi di enorme successo.

Un giorno Alice scompare senza motivo apparente, lasciando Alan nella disperazione e in preda a un’insonnia cronica. Nel tentativo di riprendersi, l’uomo va a curarsi presso una clinica privata nella cittadina di Bright Falls (Washington). Qui incontra una ragazza straordinariamente somigliante ad Alice. Il sonno ritorna, ma stavolta è foriero di incubi terrificanti. Il romanziere li trascrive, quasi ad esorcizzarli, però si rende ben presto conto che, soprattutto la notte, gli eventi e i mostri da lui sognati e descritti diventano reali. Gli orrori sono forse “evasi” dal suo sogno? Oppure Alan crede solo di essere sveglio ed è in realtà immerso in un incubo perenne?…
Scenario della vicenda sarà la città di Bright Falls, totalmente esplorabile a piacimento (come il centro commerciale di Dead Rising o le Vice City/Liberty City di GTA). All’interno della città ci saranno di volta in volta diversi ‘obiettivi’ da raggiungere, che col progredire della trama diventeranno sempre più complessi e intricati (e sconvolgenti!). Il combattimento contro le creature avrà un ruolo importante, ma non si focalizzerà sull’azione pura: in effetti l’arma migliore per sconfiggere i mostri sarà la luce, che potrà essere quella di una torcia elettrica (poco efficace e di effetto limitato) o quella del giorno (efficacissima, ma indisponibile di notte e nei luoghi chiusi). Il pericolo potrà nascondersi all’interno di ogni ombra.

Intrappolato nell’apparentemente tranquilla città di Bright Falls, nello stato di Washington, dove si è rifugiato per superare il trauma della perdita della sua fidanzata, Alan deve ricomporre le tessere di un fitto mistero per evitare di rimanere bloccato per sempre in un mondo da incubo.

Già da Settembre, giravano voci in corridoio che la versione per PC di Alan Wake sarebbe stata eliminata. Queste “voci” si sono ufficialmente affermate agli inizi di Febbraio, come spiega un responsabile Microsoft: “Alcuni giochi sono più adatti per l’initimità del PC, altri sono giocati al meglio dal divano di fronte ad un grande schermo televisivo. Abbiamo realizzato definitivamente che la miglior maniera di vivere l’esperienza di gioco di Alan Wake sia sull’X360, perciò abbiamo deciso di focalizzarci sull’esclusività. Sia Microsoft che Remedy hanno una lunga storia di sviluppo su PC. Questa decisione è stata presa per inserire questo gioco specifico sulla piattaforma giusta.”

Fonte ” Wikipedia ”

Samsung S5560


Da circa 2 anni i cellulari con schermo sensibile al tocco ( touchscreen ) si sono affermati sul mercato .Oggi si trovano in commercio decine di telefonini touchscreen e grazie a Samsung e LG è possibile reperire telefoni cellulari entry-level ( fascia economica ) con poche centinaia di euro. Il Samsung S5560 è equipaggiato con una fotocamera da 5 megapixel, grande display da 3 pollici e Wi-fi, ma manca di connettivitá 3G.

Analogamente a tutti gli ultimi cellulari Samsung con touchscreen, l’S5560 he tre pulsanti attivi sul fronte , invio e fine chiamata e di un pulsante che riporta nel menu principale . La risoluzione dello schermo offre una grande qualità dell’immagine, anche se si trasforma in uno specchio alla luce solare diretta e risulta scomodo da usare. Decente la sensibilità complessiva per un display resistivo, ma è decisamente inferiore se paragonato al Samsung S8000 Jet.

Sui lati si dispone di controllo volume , otturatore della fotocamera e il blocco dello schermo . Dispone inoltre di riproduttore di file multimediali, la radio FM e il bluetooth. Il Samsung S5560 è fornito di slot per micro USB sul lato superiore, accanto al jack da 3,5 mm per le cuffie. Il posteriore del telefono è opaco ed ha una piacevole forma ergonomica. Con poco meno di 200 Euro, ci portiamo a casa un buon telefono che poco o nulla ha da invidiare a telefoni di standard più alti e quindi con prezzi meno accessibili.

LG GD510 , piccolo prezzo grande telefono


Abbiamo provato per voi il telefono LG GD510 Pop un cellulare Triband e HSDPA completamente touchscreen ad esclusione di un tasto fisico che a seconda dei casi funziona come tasto di inizio e fine chiamata. Lo schermo touchscreen , molto grande, è da 3 pollici (256K colori e 240 x 400 pixel)è la fotocamera da 3.15 MPixel consente di scattare foto con una risoluzione massima di 2048×1536 pixel. Si possono inviare SMS, MMS e email e installare giochi o applicazioni in java. Wap, gprs, bluetooth, connessione USB, radio, lettore multimediale (anche MP3), memoria espandibile con microSD fino a 8GB, agenda, vivavoce, appunti vocali e calcolatrice. Inoltre è possibile utilizzare un cover posteriore con pannello solare opzionale per caricare in condizioni di emergenza. L’LG Pop GD 510 si presenta principalmente come un telefono ideale per ascoltare musica o per guardare video. Il prezzo , molto allettante, varia dai 130 ai 160 € ed ha battezzato l’ LG GD510 come il miglior telefono nella categoria smartphone lowcost. Di seguito propongo il video di presentazione realizzato da “telefoninopuntonet”.

Arma II – Operation Arrowhead

Operation Arrowhead è la prima espansione stand alone di ArmA II ambientata in Asia centrale.
Dalle indiscrezioni rilasciate sul web da Bhoemia si capisce che la zona di gioco o meglio le due zone di gioco saranno prese paro paro dal satellite in alta risoluzione metrica dall’Afghanistan e dalla capitale.
La prima sarà di 270 km quadrati la seconda di circa 80 km quadrati.
La grafica risulta migliorata con textures più dettagliate e colori meno brillanti e quindi più realistici mentre i suoni saranno completamente ricampionati con un engine assolutamente nuovo.

Fonte multiplayer.it

Ritoccare le foto online

Se non vi trovate davanti al vostro il pc ma avete bisogno di modifiche rapidamente le vostre foto, ecco una serie di alternative valide, che non richiedono installazione e che, soprattutto, sono gratuite.
FotoFlexer
Disponibile qui (http://fotoflexer.com) è uno degli editor online più completi. Per utilizzarlo non è necessaria la registrazione. E’ sufficiente scegliere una foto dal proprio pc e caricarla. SUpporta molteplici funzioni divise per categoria:
- Basic per le azioni basilari come correggere automaticamente, rimuovere gli occhi rossi, ritagliare, capovolgere… – Effects per applicare alle immagini effetti come neon, scala di grigi, seppia, sfocatura dei margini, pittura, fumetto, bronzo… – Decorate per inserire decorazioni, testo, margini, per posterizzare e usare la gomma. In qualsiasi momento cliccando su “Undo” è possibile tornare facilmente indietro cancellando ogni singola modifica apportata. – Animations per inserire animazioni (cuori, stelle, farfalle…). – Beautify per correggere eventuali difetti come macchie e per aumentare o diminuire il contrasto. – Distort per usare i tipici strumenti di deformazione: spirale, rigonfia, comprimi, estendi. – Layers per gestire i vari livelli. – Geek per tutte le altre funzioni: ritagliare, ridimensionare, curve.
Una volta terminato il fotoritocco è possibile salvare l’immagine (in jpg o png) direttamente sul proprio pc. Una delle caratteristiche che differenziano FotoFlexer da altri programmi è la possibilità di integrazione con i portali e i social network, il che consente di editare direttamente le foto presenti su un determinato account. Supportati: PhotoBucket, Facebook, Picasa, Flickr, Smugmug e Myspace. Per utilizzare questa funzionalità è sufficiente scegliere il social network e inserire i propri dati di accesso.
Splashup
Disponibile qui (http://www.splashup.com/) ha un’interfaccia molto simile a quella del prodotto di casa Adobe. Per utilizzarlo correttamente non è necessaria la registrazione, è subito operativo.
Sulla sinistra la barra con gli strumenti seleziona, ritaglia, colora, pennello. Sulla destra la tavola dei colori, la gestione dei livelli, l’opacità e le dimensioni.
Nella sezione Filters: effetto pixel, fluidifica, contrasta, distorsione, disturbo…Anche Splashup consente l’integrazione con Facebook, Flickr, Picasa, Smugmug e Photobucket per editare le immagini senza doverle prima scaricare sul pc e poi ricaricarle online.
Pixlr
Disponibile qui (http://www.pixlr.com/) supporta varie lingue, tra cui l’italiano. Questa applicazione è forse la più completa e la più simile a Photoshop. In flash, come gli altri programmi visti finora, non richiede registrazione per funzionare correttamente.
A sinistra: i classici strumenti di selezione, taglio, pennello, sfocatura, gomma, correzione occhi rossi, inserimento testo. A destra: navigatore, livelli e cronologia. Oltre a quelli base sono presenti anche strumenti avanzati come il controllo del contrasto, della luminosità, della saturazione.
I filtri sono numerosissimi (sfocare, affinare, disturbo, diffuso, pixel, onda…). Il programma permette anche di lavorare su più immagini. Una volta modificata la foto può essere salvata in jpg, png, bmp e pxd selezionando anche la qualità desiderata.
Picnik
Disponibile qui (http://www.picnik.com/) è un servizio di editing immagini completamente in italiano. Non richiede registrazioni e supporta le foto caricate da: Myspace, Flickr, Facebook, Photobucket, Picasa, Webshots e Webs.
Una volta selezionata l’immagine può essere corretta automaticamente, ruotata, ritagliata, ridimensionata. E’ possibile modificarne l’esposizione, i colori, aumentarne o diminuirne il contrasto, correggere gli occhi rossi.
Una volta modificata la foto può essere salvata in jpg, png, gif, bmp, tiff, pdf scegliendo anche la qualità di compressione. Ulteriori funzionalità sono disponibili nella versione Picnik Premium che costa 24,95 dollari all’anno. Picnik è stato acquisito da Google e resta forse il migliore per facilità d’uso
Aviary
Disponibile qui (http://aviary.com/) è una suite di strumenti per la grafica online. Offre vari tools gratuiti (compreso un audio editor) tra cui Phoenix per l’editing di foto.
Presenta un’interfaccia intuitiva e, oltre ai comandi basic, offre la possibilità di agire sui livelli per modificare contrasto, luminosità e colori.
Per utilizzare correttamente l’applicazione è necessaria la registrazione. Le immagini possono essere salvate direttamente in Aviary scegliendo anche il tipo di licenza (Creative Commons o tutti i diritti riservati) oppure esportate in formato jpg, png, gif e tiff. Anche Aviary ha un piano Premium che costa 24,99 dollari all’anno.
Cellsea
Disponibile qui (http://www.cellsea.com/media/index.htm) è un servizio online per la creazione di suonerie ma offre anche uno strumento, molto semplice, per l’editing di fotografie. E’ possibile caricare un’immagine direttamente dal proprio computer oppure specificare la url di una fotografia online. Tra le funzioni disponibili: ridimensionamento, ritaglio, rotazione, distorsione, aggiunta di testo ed effetti. Permette il salvataggio in jpg, bmp, gif, png, pnm, tiff.
Adobe Photoshop Express
Disponibile qui (https://www.photoshop.com/) è il servizio di foto editing completamente gratuito pensato da Adobe. Si tratta di un Photoshop in versione ridotta, offre 2 Gb di spazio web e i classici strumenti di fotoritocco anche se chi è abituato all’interfaccia del fratello maggiore potrebbe trovarsi spaesato.
La registrazione è obbligatoria ma potrete provarlo cliccando su “test drive”. Una volta effettuato l’accesso avrete a disposizione una piattaforma in Flash attraverso la quale caricare fino a 2 gb di immagini, ritoccarle e poi condividerle.
E’ possibile creare un proprio spazio personale online in cui mostrare le foto, oppure integrarle attraverso Facebook, Flickr, Photobucket, Picasa senza necessità di scaricarle sul pc.
Lunapic
Disponibile qui (http://www.lunapic.com/editor/) non richiede registrazione e offre i principali strumenti per il fotoritocco. Mette a disposizione molti effetti e animazioni ma è un po’lento.
Permette di salvare le foto in jpg, gif, pmp, swf e mpg, di archiviarle in un proprio account Lunapic (previa registrazione) oppure di postarle su Twitter.
Pixer.us
Disponibile qui (http://pixer.us/) funziona senza necessità di registrarsi e permette di ridimensionare, tagliare, ruotare e di correggere luminosità e contrasto, saturazione. Disponibile anche una serie di effetti speciali di buona qualità. Le foto possono essere salvate in jpg, gif, png e bmp ma per il momento non è possibile editare immagini direttamente online.
Fix picture
Disponibile qui (http://www.fixpicture.org/flash/) permette di ridimensionare o convertire velocemente le foto. Le immagini possono essere importate dal proprio pc oppure tramite url. Si possono applicare effetti come scala di grigio, seppia, sfocatura. Il salvataggio sul computer avviene in jpg, png, bmp, gif e tiff.

Fonte Katia Ancona

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